Aprire un’attività commerciale è un passo importante che richiede non solo una buona idea imprenditoriale, ma soprattutto un capitale iniziale per avviare e sostenere il business nei primi mesi di attività. Se non si dispone di risparmi personali sufficienti, esistono diverse opzioni di finanziamento per ottenere i fondi necessari.
In questo articolo, analizzeremo le principali soluzioni disponibili per finanziare un’attività commerciale, come funzionano e quali sono i requisiti per accedervi.
Indice dei contenuti
Tipologie di prestiti per un’attività commerciale
Quando si tratta di ottenere un finanziamento, le opzioni possono variare in base al tipo di impresa, al capitale necessario e alle garanzie che si possono offrire. Ecco le principali tipologie di prestiti per avviare un’attività commerciale:
1. Finanziamenti bancari
I prestiti bancari tradizionali rappresentano una delle soluzioni più comuni. Le banche offrono prestiti a medio-lungo termine per l’avvio di un’impresa, ma richiedono garanzie, un piano di rimborso chiaro e un business plan dettagliato. I tassi di interesse variano in base alla durata del prestito e alla solidità finanziaria del richiedente.
2. Finanziamenti statali e agevolati
Esistono diversi bandi e incentivi pubblici che permettono di ottenere finanziamenti a condizioni vantaggiose. Ad esempio, Invitalia offre finanziamenti a fondo perduto o a tasso zero per startup e imprese innovative. I fondi europei e regionali sono un’altra opportunità per chi desidera avviare un’attività in determinate aree geografiche o in settori strategici.
3. Prestito d’onore
Il prestito d’onore è un finanziamento agevolato rivolto a giovani imprenditori e imprenditrici, al sostegno dell’impresa femminile, e disoccupati che vogliono avviare un’attività autonoma. Questo prestito prevede una parte a fondo perduto e una parte da restituire con tassi di interesse agevolati, solitamente senza necessità di garanzie personali.
4. Microcredito
Il microcredito è un’opzione ideale per chi ha difficoltà ad accedere ai prestiti bancari tradizionali. Si tratta di piccoli finanziamenti concessi senza particolari garanzie, destinati a sostenere piccole attività commerciali, artigiane o freelance. L’importo massimo finanziabile varia tra i 25.000 e i 50.000 euro.
5. Crowdfunding e finanziamenti alternativi
Negli ultimi anni, il crowdfunding si è affermato come una valida alternativa ai prestiti tradizionali. Piattaforme come Kickstarter e GoFundMe permettono di raccogliere fondi direttamente dal pubblico, in cambio di ricompense o quote societarie. Anche gli investitori privati e i business angel possono essere una soluzione per finanziare una nuova impresa.
Come scegliere il finanziamento giusto per la tua attività
La scelta del finanziamento dipende da diversi fattori, tra cui l’importo necessario, la solidità dell’idea imprenditoriale e le garanzie disponibili. Pensala come un percorso: prima di tutto, devi avere ben chiaro il tipo di attività che vuoi avviare, il suo settore e il modello di business che intendi sviluppare. Definire questi aspetti è fondamentale per comprendere quali opzioni di finanziamento siano più adatte al tuo progetto. Ad esempio, se vuoi aprire una SRL o una SRLS, dovrai prestare attenzione alla sua struttura legale e agli elementi chiave che la definiscono, come l’oggetto sociale, che determina le attività che l’impresa può svolgere e può influenzare anche l’accesso a determinati finanziamenti.
Una volta chiarito questo punto, puoi passare a valutare l’importo necessario: se hai bisogno di piccole somme, il microcredito o il crowdfunding possono essere soluzioni adatte. Se il capitale richiesto è elevato, potrebbe essere necessario ricorrere a un prestito bancario o a un finanziamento statale, oppure magari combinando più soluzioni.
Una volta definita la cifra, è essenziale verificare i requisiti richiesti per accedere alle diverse forme di finanziamento. Ad esempio, i prestiti d’onore sono pensati per giovani imprenditori e disoccupati che vogliono avviare un’attività, mentre i finanziamenti bancari richiedono garanzie patrimoniali o un business plan solido per convincere l’istituto di credito sulla fattibilità del progetto.
Successivamente, è necessario esaminare le condizioni di rimborso. Il tasso d’interesse, la durata del prestito e le modalità di pagamento influiscono direttamente sulla sostenibilità del finanziamento. Un’opzione a tasso agevolato o con un periodo di preammortamento può rendere la gestione del debito più semplice, soprattutto nelle fasi iniziali dell’attività.
Infine, il finanziamento scelto deve essere perfettamente allineato agli obiettivi aziendali. Prima di prendere una decisione definitiva, è utile verificare che la soluzione finanziaria sia coerente con il modello di business, il piano di crescita e le prospettive future dell’impresa. Un prestito con scadenze di rimborso troppo ravvicinate potrebbe non essere adatto a un’attività che ha bisogno di più tempo per generare flussi di cassa positivi.
Seguendo questo percorso, la scelta del finanziamento diventa un processo strutturato e ragionato, che ti permette di individuare l’opzione più adatta per supportare la crescita della tua impresa in modo sostenibile.
Il ruolo del business plan nella richiesta di un finanziamento
Indipendentemente dal tipo di prestito scelto, la redazione di un business plan solido è essenziale per ottenere un finanziamento. Il business plan serve a dimostrare la sostenibilità dell’attività e la capacità dell’imprenditore di generare profitti.
Un buon business plan deve includere:
✔️ descrizione dell’idea imprenditoriale: quali prodotti o servizi offrirà l’azienda e quali problemi risolverà per il cliente;
✔️ analisi di mercato: chi sono i competitor, qual è il target di riferimento e quali sono le prospettive di crescita;
✔️ strategia di marketing e vendite: come verranno acquisiti i clienti e quali saranno i canali di distribuzione;
✔️ piano operativo: le risorse necessarie per avviare l’attività, incluse attrezzature, personale e fornitori;
✔️ piano finanziario: proiezioni sui ricavi, costi, margini di guadagno e tempi di rientro dell’investimento.
Un business plan ben strutturato non solo aumenta le possibilità di ottenere un prestito, ma aiuta anche l’imprenditore a pianificare e gestire al meglio la propria attività.
Leggi anche: Come aprire un’attività: iter e requisiti richiesti
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